COMPOSIZIONE 01 ©Germano Serafini

Serie “COMPOSIZIONI”

La serie COMPOSIZIONI, è il risultato del lavoro di ricerca fotografica che ho intrapreso nel 2011 e che mi ha portato alla definizione, prima concettuale e poi formale, di una personale maniera di interpretare la realtà, tale da offrirmi, tramite il mezzo fotografico, nuove possibilità compositive. La mia ricerca nasce dalla rottura del tipo di fotografia in cui la composizione è contraddistinta dalla presenza di un soggetto “primario” protagonista, ed uno sfondo, soggetto “secondario”, che completa l’inquadratura.

Questo processo avviene con il ribaltamento del rapporto soggetto\sfondo, passa poi per la totale eliminazione del soggetto stesso – pur mantenendo nella tecnica di scatto la sua presenza – e prosegue nello studio formale e compositivo dello sfondo. La sfocatura delle immagini è la conseguente risultante estetica di questa tecnica e non una scelta stilistica.

In COMPOSIZIONE 01 la stecca di legno (soggetto) è subordinata al panorama retrostante, non il contrario; avviene qui un’inversione dei ruoli, che rende lo sfondo “primario”. Allineando la stecca sull’orizzonte, il soggetto ridotto a linea, lascia spazio al panorama.

Da questa fase nella quale l’oggetto è ancora presente – in COMPOSIZIONE 03 sotto forma di graffio sulla pellicola – sono scaturiti due risultati importanti che hanno meglio definito le mie ricerche in quest’ambito, spingendomi verso l’abbandono del soggetto stesso.

Il primo è la presa di consapevolezza che ogni oggetto o essere vivente, inserito nello sfondo e fotografato con “l’inversione dei ruoli”, perde gran parte delle sue particolarità distintive.

A livello formale le specificità del soggetto lasciano i loro connotati caratteriali per trasformarsi nel genere al quale esse appartengono, fino alla rappresentazione della loro essenza. Fotografando un albero, ad esempio, l’immagine non raffigura più le sue caratteristiche peculiari, bensì una forma più generica che le comprende tutte (che comprende l’intera categoria degli alberi); si evince l’idea di ciò che rappresenta, manifestazione del suo concetto. E’ il pensare ad un albero in modo universale (COMPOSIZIONE 07).

Il secondo risultato è un’immagine che diventa essenziale, che si da in un insieme di forme sfocate, dove una moltitudine di colori, sfumandosi passano dalla concentrazione alla disgregazione, fondendosi tra di loro. L’immagine ha perso totalmente la sua nitidezza per lasciare il posto ad una particolare ”astrazione della realtà”.

Nasce qui la mia necessità di trovare un equilibrio, di applicare a questa materia d’espressione una ricerca compositiva tale da avvalorare la sua esistenza. Da questo momento ho tolto il soggetto dall’inquadratura – mantenendo la sua messa a fuoco – e lavorato solo sullo sfondo.

L’intera collezione COMPOSIZIONI è la messa in opera, rigorosamente in pellicola, di tutto questo processo.
L’uso del supporto analogico, senza l‘applicazione di nessun tipo di post-produzione, gioca qui un ruolo di primaria importanza: è innanzitutto “materia fisica”, che con la sua superficie sensibile, reagisce alla luce che si imprime lasciando una traccia della realtà nella realtà.

La pellicola impressionata è matrice e testimone. Fondamentale è la sua natura “a grana”: struttura dell’emulsione sensibile che con le sue differenti grandezze è “strumento” determinante per le composizioni.

L’intero percorso fin ora sviluppato, comprende circa 20 pellicole (da 35 mm), per un totale di oltre 700 scatti.
La selezione delle immagini per la collezione non è tematica bensì sequenziale in base alla data di realizzazione, in modo da scandire le fasi e accompagnare l’osservatore nel vivo della ricerca, fino agli ultimi risultati ottenuti.

Germano Serafini

Dati tecnici
anno 2011/2015
fotografia in pellicola
stampa fine art su carta Hahnemuhle/ILFORD
ed.: 5 + 2 p.d.A (esclusa COMPOSIZIONE 01 con tiratura sequenziale)


Presenze pubbliche
Colettiva TRIPLEX – Curva Pura – Roma
Collettiva OFF1C1NA al Quadraro – Gallery of Art Temple University – Roma
Collezione permanente MAAM – Museo di Metropoliz città Meticcia – Roma

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